Negli ultimi anni, il tema dell’eguaglianza legata al lavoro è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico in Italia e in Europa. Le disuguaglianze economiche e sociali, amplificate dalla pandemia e dalle crisi economiche globali, mostrano quanto sia urgente un intervento deciso per garantire opportunità reali e paritarie a tutte e tutti. In Italia, il tasso di disoccupazione giovanile resta drammaticamente alto, così come il divario salariale di genere. Le donne continuano a guadagnare meno degli uomini a parità di mansioni, e troppo spesso le lavoratrici sono costrette a scegliere tra carriera e vita familiare. Questo fenomeno, noto come “soffitto di cristallo”, è una delle manifestazioni più evidenti di un sistema lavorativo che perpetua le disuguaglianze anziché combatterle. A livello europeo, le istituzioni hanno tentato di promuovere politiche per il lavoro dignitoso e inclusivo. Dal salario minimo europeo alla direttiva sulla trasparenza salariale, si intravedono segnali positivi, ma restano molte sfide. La precarietà dilagante, la mancanza di tutela per i lavoratori delle piattaforme digitali e la crisi climatica impongono una revisione radicale del modello economico e sociale. La sinistra ha il dovere storico di affrontare queste sfide con coraggio e visione. Non basta più rivendicare diritti: è necessario costruire un nuovo patto sociale che ponga al centro il lavoro di qualità, la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale. Un reddito minimo garantito, la riduzione dell’orario di lavoro e investimenti massicci nell’istruzione e nella formazione sono strumenti indispensabili per realizzare questa transizione. Il progresso tecnologico, se adeguatamente governato, può diventare un alleato nella lotta alle disuguaglianze. Tuttavia, senza regole chiare, rischia di accentuare le divisioni, creando nuove forme di sfruttamento. Per questo, la regolamentazione del lavoro digitale e l’inclusione dei lavoratori autonomi e precari devono essere priorità immediate. Infine, è fondamentale ripensare il ruolo dei sindacati e delle altre forze progressiste. Solo unendo le forze è possibile contrapporsi a un sistema che privilegia il profitto a scapito della dignità umana.
Ottobre 2024
I democratici si stanno preoccupando perché a quanto pare molti degli elettori appartenenti alle classi sociali popolari non avrebbero molta simpatia per Kamala Harris, nonostante gli sforzi che sta facendo Obama e tutto l’apparato di partito democratico per convincerli a votarla.
Orazio Schillaci, attuale ministro della salute, nel corso della conferenza stampa del 12 ottobre, a conclusione del G7 dei ministri della salute, ha sostenuto che nel pubblico bisogna assumere più medici ed infermieri, precisando che la carenza di medici è modesta e sarà compensata nell’arco di tre anni, mentre quella degli infermieri è ben più grave, tanto che – come
In molti ritengono aprioristicamente e senza accettare critiche o osservazioni che tutte le democrazie occidentali siano una civiltà moralmente e civilmente superiore alla Russia o all’Iran. Tutto questo mentre è in corso un vero e proprio
Con la creazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, nel 1945, nella Carta dell’ONU non solo è vietato l’uso unilaterale della forza armata, e quindi la guerra, ma anche la semplice minaccia dell’uso della forza (art. 2.4), ad eccezione delle azioni collettive militari intraprese solo ed esclusivamente dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’esercizio della legittima difesa individuale e collettiva da parte degli Stati aggrediti. I singoli Stati sono così assolutamente privati dello ius ad bellum.