Il dolore stratificato nelle generazioni di palestinesi genera nuovo dolore ed, allora, non servono muri e steccati per proteggersi dalla barbarie di Hamas. Ogni civile che muore a Gaza ha una famiglia che soffre e si radicalizza.
Dopo 75 anni la nakba è ancora incisa nella coscienza dei palestinesi, vissuta come lo spossessamento continuo di chi si trova quotidianamente in una situazione, secondo amnesty international, di costante minaccia militare a Gaza e di apartheid giuridica e di fatto in Israele come pure in Cisgiordania. L’azione di Hamas è ingiustificabile, ma anche la reazione di Netanyau! Due popoli, due Stati? Forse sì, ma soprattutto fine delle discriminazioni, riconoscimento reciproco e un’idea di coesistenza sullo stesso territorio per arrivare ad una reale uguaglianza e libertà per palestinesi ed israeliani. Ma finché non si ferma questa spirale di morte e violenza non ci sarà mai pace vera e giusta.